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Nuovi Stili di Vita

Commissione Nuovi stili di Vita

Obiettivi

 

- Stimolare nuovi stili di vita, ricercando insieme percorsi e seguendo le  piste pastorali indicate dalla rete interdiocesana sui Nuovi stili di vita eventualmente adattate alla nostra realtà diocesana.

- Scambiare esperienze ed iniziative, valorizzando le risorse a livello culturale ed organizzativo, incoraggiando dinamiche di emulazione

- Favorire capacità critiche verso gli attuali sistemi di sviluppo e di consumo con una visione profonda dell’umano

- Organizzare e promuovere eventi di approfondimento

- Elaborare iniziative di rete, coinvolgere gli organismi ecclesiali, valorizzando i cristiani come soggetti protagonisti della Chiesa

- Formare ed aggiornare operatori per nuovi stili di vita

- Creare sinergie fra i gruppi e le associazioni del territorio con obiettivi comuni

- Collaborare con il gruppo Custodia del Creato della CEI per approfondire la relazione Dio – Persona

 

 

Perché costituire la commissione

 

Per unire le forze delle idee, lavorare in modo sinodale ed intervenire quindi più efficacemente sul territorio

Annuncio commissione nuovi stili di vita

Commissione Diocesana dei nuovi stili di vita.

In data 9 settembre 2017, mons. Debernardi ha autorizzato il Centro missionario Diocesano a costituire, al suo interno, la Commissione Diocesana dei nuovi stili di vita.
La costituzione della Commissione risponde all’invito della Presidenza della CEI, invito contenuto nel "Vademecum del Centro missionario diocesano" approvato dalla medesima. Tra i compiti del Centro missionario compare infatti la proposta di nuovi stili di vita ispirati al Vangelo, alla diffusione di una cultura attenta alle questioni della pace, della giustizia, della solidarietà internazionale, della salvaguardia del creato.
La Commissione agirà in collaborazione con tutti gli Uffici e le Commissioni della Diocesi nell’elaborazione e nell’attuazione del piano pastorale, con la specificità propria di suscitare attenzione ai nuovi stili di vita che tutto il mondo ecclesiale è chiamato oggi a promuovere e che hanno trovato tanto spazio nei documenti papali ed episcopali e fanno riferimento sia alle urgenze della salvaguardia del Creato che a quelle di nuove relazioni fra le persone e fra i popoli. Più dettagliatamente essi prendono corpo nel consumo critico, nella finanza etica, nel commercio equo e solidale, nei gruppi di acquisto solidale, nel riuso e riciclaggio, nell'informazione alternativa, e attuando scelte di sobrietà di vita, valore che sta alla base di tutto. La Commissione si rivolge sia a ragazzi e giovani, sia ad adulti e famiglie.
Il CMD contribuirà a promuovere i nuovi stili di vita nello spirito delle Beatitudini, facendo particolare riferimento sia allo sfruttamento degli "impoveriti" che le ricorrenti crisi economiche colpiscono per primi, sia ai disastri ambientali contro i quali i Paesi poveri sono meno protetti.
Si invitano i parroci a far conoscere quanto sopra, proponendo a chi è disposto a collaborare col CMD di contattare i responsabili del medesimo.

Pinerolo, 12 settembre 2017

Per incarico del CMD
Don Giorgio Grietti

Cura del creato

La sfida non interessa solo l’economia e la politica: c’è anche una prospettiva pastorale da ritrovare, nella presa in carico solidale delle fragilità ambientali di fronte agli impatti del mutamento, in una prospettiva di cura integrale. Occorre ritrovare il legame tra la cura dei territori e quella del popolo, anche per orientare a nuovi stili di vita e di consumo responsabile, così come a scelte lungimiranti da parte delle comunità”. Lo sostengono i vescovi nel Messaggio della Cei per la 13ª Giornata nazionale per la Custodia del Creato (1 settembre 2018) sul tema “Coltivare l’alleanza con la terra”. Tante le iniziative prese in tal senso da diocesi ed associazioni, come la “rilevanza della campagna per il disinvestimento da fonti energetiche non rinnovabili o alle molte altre indicazioni per vivere in forma comunitaria la conversione ecologica”, ma “c’è anche una prospettiva spirituale da coltivare” come ricorda Papa Francesco: “Occorre anche dar fondamento a tale attenzione, inserendola sistematicamente nei corsi di formazione per tutti coloro che esercitano responsabilità nella comunità ecclesiale”. In fine un richiamo ecumenico, perché si tratta di “una sfida che le chiese cristiane stanno imparando ad affrontare assieme, riscoprendo in orizzonte ecumenico l’impegno comune per la cura della creazione di Dio. La celebrazione condivisa del Tempo del Creato è anche un segno importante nel cammino verso la comunione tra le chiese: ne ha dato una testimonianza importante il messaggio inviato nel 2017 da Papa Francesco col Patriarca ecumenico Bartolomeo I di Costantinopoli”.

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Laudato sì

Laudato si’, n. 206

Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione. È un fatto che, quando le abitudini sociali intaccano i profitti delle imprese, queste si vedono spinte a produrre in un modo. Questo ci ricorda la responsabilità sociale dei consumatori.

 

Redemptoris missio

«La chiesa nel mondo intero - dissi durante la mia visita in Brasile - vuol essere la chiesa dei poveri. Essa vuol estrarre tutta la verità contenuta nelle beatitudini e soprattutto nella prima: "Beati i poveri in spirito"... Essa vuole insegnare questa verità e vuol metterla in pratica come Gesù, che venne a fare e a insegnare». (114) Le giovani chiese, che per lo più vivono fra popoli afflitti da una povertà assai diffusa, esprimono spesso questa preoccupazione come parte integrante della loro missione. La Conferenza generale dell'episcopato latino-americano a Puebla, dopo aver ricordato l'esempio di Gesù? scrive che «i poveri meritano un'attenzione preferenziale, qualunque sia la condizione morale o personale in cui si trovano. Fatti a immagine e somiglianza di Dio per essere suoi figli, questa immagine è offuscata e persino oltraggiata. Perciò, Dio prende le loro difese e li ama. Ne consegue che i primi destinatari della missione sono i poveri, e la loro evangelizzazione è per eccellenza segno e prova della missione di Gesù». (115) Fedele allo spirito delle beatitudini, la chiesa è chiamata alla condivisione con i poveri e gli oppressi di ogni genere. Esorto, perciò, tutti i discepoli di Cristo e le comunità cristiane, dalle famiglie alle diocesi, dalle parrocchie agli istituti religiosi, a fare una sincera revisione della propria vita nel senso della solidarietà con i poveri

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