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"Gruppo di appoggio a Cicero Dantas"

"Gruppo di appoggio a Cicero Dantas" - CMD Pinerolo

Dal 1981 opera nella Parrocchia di S. Lazzaro mantenendo un ponte con realtà del Brasile e del Perù


Info:  marc.ste2@gmail.com

Progetti

Il gruppo di appoggio a Cicero Dantas segue due realtà in Brasile e una terza in Perù e fa riferimento a persone del posto senza mandare volontari da Pinerolo in loco. 

Cooperativa di Ribeira do Pombal 

La “Cooperativa Agropequaria Mista dos Pequenos Agricultores da Regiao de Ribeira do Pombal” è un’associazione di piccoli contadini fondata nel 1988 con l’aiuto di suor Pierpaola di Pinerolo.

Da anni la cooperativa dedica molta attenzione alla coltivazione e alla lavorazione della manioca, coltivazione principale della zona, con l’anacardio, i fagioli e il miglio.

La “Casa di Farina” è nata più di 20 anni fa come mulino per macinare la radice di manioca a prezzi accessibili ai piccoli contadini. Nel corso degli anni, a poco a poco, la cooperativa ha installato dei macchinari per la produzione della farina e per il suo essicamento e confezionamento. E’ con orgoglio che pochi mesi fa la cooperativa ci ha mandato un sacchetto di farina marchiato COOPARP.

Il nostro aiuto serve per il miglioramento della “Casa di Farina”, per la produzione del miele e per piccole attività che la Cooperativa propone agli associati per diversificare la produzione. 

La  Casa della Speranza 

Il lavoro di Regina si divide in due filoni:
-          il recupero di bambini denutriti, alcuni mandati direttamente dai medici degli ospedali;
-          l’accoglienza e l’educazione di bambini abbandonati o handicappati che vivono con lei.

Ultimamente il nostro aiuto è stato destinato a sostenere le spese per tre camerette destinate ai bimbi handicappati. 

CAITH Cuzco (Perù)  

Il CAITH (Centro de apoyo integral a la trabajadora del hogar) assiste le bambine che lavorano come collaboratrici domestiche, perché è molto diffusa la pratica di mandarle in città, anche se hanno solo 4, 5 anni o poco più per lavorare nelle famiglie.

Le bambine indie subiscono gravi choc, non si considerano “persona” e le situazioni vissute incidono profondamente sul loro sviluppo emozionale ed affettivo.

Vittoria Savio, responsabile e fondatrice, ci chiede di aiutare il progetto di assistenza psicologica alle bambine.

L’importanza del servizio di attenzione psicologica è data dalla necessità di dare alle bambine l’occasione per migliorare la salute mentale, con l’obiettivo di fortificare la loro identità ed autostima.

Diario di viaggio (2011 - una testimonianza)

Il viaggio in Brasile è il ritorno a casa di  una brasiliana che vive a Pinerolo da 17 anni.
Così, ho riservato 4 giorni delle mie vacanze,  per fare “missione”.

Parto da Aracatuba, Sao Paulo,  destinazione Paulo Afonso, Bahia.
All' aeroporto di Aracaju (Sergipe),  mi aspettavano, da molte ore Regina e Aparecida. Erano entusiaste, dopo tanti scambi di mails, ero finalmente arrivata.
Partiamo, la strada è lunga e molto pericolosa. Dopo quasi 4 ore di viaggio in auto, una vecchia Uno bianca, arriviamo alla “ Casa da Esperança”, per i bambini era già molto tardi, ma mi aspettavano con gioia, ansia e molta felicità.
Dopo i saluti e le presentazioni, si va a mangiare, il pasto diventa momento di scambio di opinioni e il racconto della giornata. Cosi mi sono sentita subito già parte del “ gruppo”.
Tutti a nanna, e al mattino dopo, molto presto, vado a conoscere i locali.
Una casa grande, pulita e molto ordinata che accoglie bambini, abbandonati dalle famiglie, arrivati anche dopo  segnalazione del tribunale o su richiesta dell’ospedale.
I bambini si svegliano man mano, e in cucina siamo pronte a preparare la colazione.
Dopo il bagno del mattino, i bambini arrivano, salutano e si siedono per fare colazione. Quelli che frequentano la scuola vengono vestiti con le loro divise e partono insieme per andare a studiare, quelli del turno scolastico del pomeriggio si mettono a giocare e a  chiacchierare con me.

Regina, la responsabile della struttura, è una terziaria francescana e mi porta in giro per la città  a visitare quei  bambini che sono rientrati nelle loro famiglie d’origine e che lei continua a seguire.
Le storie conosciute sono state molte con dinamiche che per me, mamma, sembrano impossibili, ma che,  purtroppo, sono vere.

Ritorniamo nella “Casa da Esperança, dove in quel momento ci sono 13 bambini da 3 a 19 anni.
Si dà una mano in cucina, nella pulizia nel cortile, nel sorvegliare  i bambini e nei piccoli lavori necessari.
I bambini si aiutano, come in una vera famiglia, i grandi badano ai  piccoli.

Peccato che i giorni passino troppo in fretta, e devo ritornare a casa , dalla mia di bimba, ma i momenti vissuti insieme a quei bambini, che si vogliono bene e che hanno negli occhi una sofferenza vissuta, ma anche la gioia di stare insieme, li porterò per sempre nel mio cuore.

Grazie Regina.

Silvana dos Santos

 

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