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Commissione Missionaria Regionale 1° dic 2011

Fidei donum : quale futuro?

 

Tema:                   Fidei donum: quale futuro?

Ogni rappresentante diocesano ha esposto la situazione dei “Fidei donum” nella propria diocesi: in generale si è notato un calo notevole nell’utilizzo delle chiese locali di questa forma di scambio di preti con le chiese sorelle in paesi svantaggiati.

Viene da pensare che anche nell’ambito ecclesiale si sia affievolito lo slancio missionario, il bisogno di farsi più vicini ai fratelli che hanno meno possibilità di incontrare il messaggio della Buona Notizia, la spinta comunitaria evangelica a condividere quanto si è ricevuto gratuitamente.

Con particolare rammarico qualcuno ha osservato che anche nei giovani seminaristi e chierici che si preparano al servizio sacerdotale manca l’entusiasmo e l’apertura al problema missionario: hanno la tendenza a concepire il loro futuro sacerdotale da “pantofolai”.

Don Alberto Brignoli, collaboratore dell’ufficio nazionale della CEI nel settore dei “Fidei donum” ha proposto le sue riflessioni sull’argomento.

·         Percorso storico: si è passati attraverso alcune fasi che hanno caratterizzato il servizio: dall’iniziale obiettivo di recuperare le zone non ancora evangelizzate, si è passati alla forma del “gemellaggio” tra chiese sorelle (vedi il CUM e la nascita del Seminario per l’America Latina); un ulteriore sviluppo ha portato alla nascita dei servizi missionari diocesani, con la sensibilizzazione del laicato e la presenza dei primi laici missionari. Attualmente, raggiunta la quasi parità numerica di presenza sacerdotale tra chiese locali e chiese in paesi del mondo terzo, la comunione tra chiese ha visto crescere lo scambio tra vicini, dimenticando i lontani.

·         Caratteristiche ecclesiali : lo scambio di sacerdoti rimane una forma essenziale di ponte tra le chiese. I 2.000 preti attualmente “fidei donum” sono molto importanti per creare e mantenere reti familiari e amicali tra chiese sorelle e facilitare lo scambio di valori tra culture e realtà differenti.

·         Criticità: esiste il pericolo di esportare schemi nostrani in situazioni culturali diverse – la superbia ecclesiale (sentirsi i salvatori..) può ostacolare la capacità di ricevere dal diverso e arricchirsi dei suoi valori – attenti a non diventare colonizzatori religiosi delle realtà che si vuole aiutare!

·         Parole chiave da realizzare:

o   SCAMBIO: riscoperta nelle chiese giovani dello spirito del Concilio e della Chiesa autentica – imparare e adottare le loro indicazioni pastorali (vedere-giudicare-agire) – valorizzare per scelta i ministeri laicali

o   COMUNIONE: riscoperta della Parola nella condivisione dello sforzo di promozione umana dei poveri – messaggeri del “Dio della vita” nel senso totalitario della parola – vita vissuta non separata dalla contemplazione che da la forza e la motivazione all’agire.

o   INCARNAZIONE: immergersi nelle culture diverse per conoscere ed acquisire i valori che portano

Riflessioni per i presbiteri inseriti nei “fidei donum”

Ø  Diocesalità = è un servizio affidato dalla propria diocesi ( attenti a ritenersi “profeti”..“salvatori”..)

Ø  Temporaneità = il ritorno è un’esigenza ecclesiale: favorisce le partenze di altri sacerdoti . Sentirsi ospiti della chiesa in cui si presta la propria opera (non siamo indispensabili!). Vivere la provvisorietà.

Ø  Scambio = il ritorno dall’esperienza tra popoli e culture diverse è un’opportunità di rinnovare l’evangelizzazione nella chiesa di origine con particolare attenzione alla pastorale immigrati, alla promozione vocazionale missionaria, al crescere di una cultura missionaria. Accogliere “fidei donum” da chiese sorelle è una risposta alla richiesta di accettazione reciproca tra chiese.

Concludendo:

è temporanea l’esperienza del “fidei donum” verso le chiese sorelle, ma l’esigenza di questa esperienza è perenne:

·         “Andare”  è un invito evangelico sempre attuale: lo scambio arricchisce : si dà e si riceve dal diverso

·         L’essenzialità del Vangelo diventa un’esigenza pastorale: la Parola è rivolta ai poveri, ai non cristiani, alle nuove culture

·         La vita cristiana deve rinnovarsi continuamente: le chiese locali devono diventare più pasquali

·         Lo scambio di sacerdoti è espressione del presbiterio più che soddisfazione di progetti personali

·         Ripensare la formazione cristiana: aprirsi ad accogliere – umiltà di approccio al diverso –lavoro di gruppo – scambio di esperienze e culture diverse.

·         Nella diminuzione di preti locali non si tratta di tappare i buchi ma di impostare una pastorale diversa, creando unità pastorali, incoraggiando le responsabilità, favorendo il lavoro di gruppo

06/12/2011